Lettera aperta ai media del prof. Palmieri

Sono il Prof. Palmieri dell’Università di Modena, ideatore e coordinatore di due rilevanti networks in difesa della salute dei medici e del corretto orientamento diagnostico/terapeutico del grande pubblico di pazienti disorientati: Medico cura te stesso/Secondo Parere (vedi sito web: https://medicocuratestesso.com).
Il progetto da noi messo a punto in anni di ricerca all’Università di Modena ed attivato in questa seconda fase di pandemia, dopo che nella prima era stato rifiutato da AIFA, ma successivamente, dietro ricorso, mi è stato personalmente autorizzato dal Min. San. consta di una semplice iniezione sottocutanea di un batterio inattivato che vive da millenni come commensale nelle ghiandole sebacee del viso dei giovani e che partecipa alla patogenesi dell’acne giovanile. Tale batterio fu da noi scoperto e studiato negli anni ’70 e successivamente portato a brevettazione, registrazione e diffusione mondiale dalla Ditta Wellcome-Burroughs per la sua azione immuno-oncologica antitumorale.
Nel corso di quegli studi noi per primi avevamo anche scoperto essere un potentissimo antivirale in quanto trigger amplificatore dell’immunità innata antinfettiva quando iniettato sottocute.
Dopo il primo rifiuto da parte di AIFA, di poterlo utilizzare come anticovid19 nella prima esplosione pandemica, adducendo il motivo che la registrazione del prodotto, allora denominato e commercializzato col nome di coyparv era decaduta, siamo stati indotti a ricercare qualche residua persistente registrazione e presenza sul mercato del medesimo batterio in nazioni meno evolute. Lo abbiamo quindi repertato in Brasile sotto il nome di Parvulan e ricorrendo al Ministero siamo riusciti ad ottenerne a titolo personale una importazione legale ad uso immunologico.
È stato così che in questa seconda fase pandemica abbiamo potuto finalmente costruire una casistica che dimostrasse chiaramente come il Parvulan confermasse la prerogativa altissima ed immediata del contagio e di essere in grado di curare a domicilio pazienti sintomatici infettati Covid19-tampone positivo, sbaragliando in tre giorni la malattia e restituendo rapidamente il paziente alla guarigione evitando il collasso degli ospedali.
L’evidenza clinica di tali dati è tale per cui l’intero sistema sanitario dovrebbe chiedersi la ragione di questa indifferenza nei confronti di un’arma tanto efficace, sicura e rapida.
Ovviamente questo tema mano a mano che pubblicavo articoli scientifici in lingua inglese ed uno anche in italiano è stato inviato a tutti i massimi esperti del Comitato tecnico scientifico, al Viceministro Sileri e a tutti i vari “S”oloni della virologia che hanno elegantemente snobbato il tema, pur senza screditarlo mai in alcuna occasione. Solo la Presidentessa della Divisione Immuno-oncologica dell’Istituto superiore di sanità è stata preziosa nell’aiutarmi fattivamente ad ottenere il permesso di utilizzare Parvulan a dispetto della indifferenza generale, ma ha cercato di non scoprirsi ufficialmente per quieto vivere.
E a mio giudizio è arrivato ora il momento di fare emergere il caso sui media nazionali anche attivando un “faccia a faccia” tra me ( figura accademica istituzionalmente accreditato) e gli esperti, tenendo presente che né Vespa né le Iene hanno ritenuto di affrontare un tema così esplosivo e destabilizzante per le Autorità sanitarie.
Spero quindi che la Sua sensibilità consenta la qualificata platea dei Suoi lettori di prendere consapevolezza di tale opportunità, promuovendo una più ampia adozione gratuita di tale protocollo in tutti gli ospedali per i caregivers della salute, i malati fragili, gli anziani con multimorbilità, etc.
Tengo a precisare e Vi mando le immagini, già inviate a suo tempo al Ministero, che i primi ad essere trattati in ambito di sperimentazione, siamo stati proprio noi medici ed infermieri allo scopo di autopreservarci durante l’esercizio della professione.
Riporto un ulteriore link di una breve intervista (https://medicoepaziente.it/2020/immunita-innata-come-protezione-dalle-infezioni-virali/), e resto in attesa di un Suo riscontro in questa delicata fase pandemico-economico-politica (onde la scelta della Sua Redazione).
Cordialità,
prof. Beniamino Palmieri